Atto di Precetto: Cos’è, Come Funziona, Quanto Dura, Come Opporsi e Come Fermarlo

Introduzione

Ricevere un atto di precetto è uno dei momenti più delicati per chi ha un debito non pagato. Molte persone, leggendo questo documento notificato dall’Ufficiale Giudiziario o dall’avvocato del creditore, pensano che il pignoramento sia immediato o che non ci sia più nulla da fare.

In realtà non è così.

L’atto di precetto rappresenta l’ultimo avviso previsto dalla legge prima che il creditore possa avviare l’esecuzione forzata. Proprio per questo motivo è fondamentale conoscere:

  • cos’è l’atto di precetto;
  • quando può essere notificato;
  • cosa succede dopo la notifica;
  • entro quanto tempo bisogna agire;
  • quando è possibile opporsi;
  • come evitare il pignoramento;
  • quali beni possono essere aggrediti;
  • quali strumenti esistono per trovare una soluzione.

In questa guida troverai una panoramica completa e aggiornata, con collegamenti agli approfondimenti dedicati ai principali temi collegati, come il decreto ingiuntivo, il pignoramento, il saldo e stralcio, il recupero crediti e le procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa.

Cos’è l’Atto di Precetto?

L’atto di precetto è l’intimazione formale con cui il creditore invita il debitore ad adempiere a un’obbligazione risultante da un titolo esecutivo, avvertendolo che, in caso di mancato pagamento entro il termine previsto dalla legge, potrà iniziare l’esecuzione forzata.

In altre parole, rappresenta l’ultimo passaggio prima del pignoramento.

Non è ancora un pignoramento, ma costituisce il presupposto necessario affinché il creditore possa procedere con gli strumenti esecutivi.

Quando Può Essere Notificato?

L’atto di precetto può essere notificato quando il creditore dispone di un titolo esecutivo.

Tra i casi più frequenti troviamo:

  • decreto ingiuntivo esecutivo;
  • sentenza;
  • mutuo fondiario;
  • contratto di finanziamento con efficacia esecutiva nei casi previsti dalla legge;
  • assegni;
  • cambiali;
  • altri titoli esecutivi previsti dall’ordinamento.

Molto spesso il precetto rappresenta la naturale prosecuzione del procedimento iniziato con un decreto ingiuntivo.

Per comprendere tutta la fase precedente puoi leggere la nostra guida completa:

Decreto Ingiuntivo: Cos’è, Come Funziona e Come Opporsi

[LINK AL PILLAR 6]

Qual è lo Scopo dell’Atto di Precetto?

Lo scopo principale è concedere al debitore un’ultima possibilità per adempiere spontaneamente.

Il creditore evita così di iniziare immediatamente un procedimento esecutivo, offrendo al debitore un termine entro il quale:

  • pagare;
  • trovare un accordo;
  • contestare il credito se ricorrono i presupposti;
  • valutare una soluzione alternativa.

Per questo motivo ignorare il precetto rappresenta quasi sempre un grave errore.

Ho Ricevuto un Atto di Precetto: Devo Preoccuparmi?

Ricevere un atto di precetto significa che il creditore è ormai pronto ad avviare il recupero forzoso del credito.

Non significa però che il pignoramento sia già iniziato.

Esiste ancora uno spazio temporale durante il quale è possibile valutare la strategia più opportuna.

La scelta dipende da numerosi fattori, tra cui:

  • esistenza del debito;
  • correttezza della procedura;
  • situazione patrimoniale del debitore;
  • possibilità di raggiungere un accordo.

Agire rapidamente è fondamentale perché ogni giorno perso riduce il numero delle possibili soluzioni.

Cosa Succede Subito Dopo la Notifica?

Una delle domande più frequenti riguarda proprio ciò che accade nei giorni successivi alla notifica.

Dopo aver ricevuto il precetto possono verificarsi diversi scenari.

Il debitore può:

  • pagare spontaneamente;
  • avviare una trattativa con il creditore;
  • verificare eventuali motivi di opposizione;
  • valutare strumenti di composizione della crisi;
  • non fare nulla.

Quest’ultima è generalmente la scelta più rischiosa.

Dopo Quanto Tempo Arriva il Pignoramento?

Molti credono che il pignoramento avvenga il giorno successivo alla notifica.

In realtà la legge prevede termini precisi che il creditore deve rispettare.

Ciò non significa però che sia opportuno attendere l’ultimo momento.

Prima si interviene, maggiori sono le possibilità di:

  • evitare l’esecuzione;
  • trovare un accordo;
  • ridurre costi e interessi;
  • preservare il patrimonio.

Per approfondire il funzionamento delle procedure esecutive puoi consultare:

Come Fermare un Pignoramento: Guida Completa su Conto Corrente, Stipendio, Pensione e TFR

Atto di Precetto su Decreto Ingiuntivo

Uno dei casi più frequenti è quello del precetto notificato dopo un decreto ingiuntivo.

Quando il decreto è divenuto esecutivo, il creditore può utilizzarlo come titolo per notificare il precetto e, successivamente, avviare l’esecuzione forzata.

Per questo motivo è importante non sottovalutare il decreto ingiuntivo fin dalle prime fasi.

Una mancata reazione può rendere molto più difficile intervenire successivamente.

Atto di Precetto per Mutuo Non Pagato

Gli articoli analizzati affrontano anche il caso del mutuo.

Quando si accumulano rate insolute, la banca può intraprendere iniziative volte al recupero del credito.

Se ricorrono i presupposti previsti dalla legge, il percorso può arrivare fino alla notifica dell’atto di precetto.

Anche in questa situazione è consigliabile cercare una soluzione prima dell’inizio dell’esecuzione forzata.

È Possibile Evitare il Pignoramento?

Nella maggior parte dei casi sì, purché si intervenga tempestivamente.

Le possibili soluzioni possono includere:

  • pagamento del debito;
  • accordo transattivo;
  • saldo e stralcio;
  • rinegoziazione;
  • strumenti previsti dal Codice della Crisi.

La scelta dipende sempre dalle caratteristiche del caso concreto.

Per approfondire:

Saldo e Stralcio Debiti: Come Pagare Meno e Chiudere Definitivamente i Debiti

Quando Conviene Contattare il Creditore?

Molti attendono l’arrivo del pignoramento prima di iniziare una trattativa.

È un errore.

La fase successiva alla notifica del precetto è spesso il momento migliore per aprire un dialogo con il creditore.

In molti casi è possibile raggiungere un’intesa prima dell’avvio delle procedure esecutive.

Il Recupero Crediti Finisce Sempre con il Precetto?

No.

Il recupero crediti può concludersi molto prima.

Ad esempio attraverso:

  • pagamento spontaneo;
  • accordo transattivo;
  • saldo e stralcio;
  • piano di rientro.

Il precetto rappresenta soltanto una delle possibili fasi del procedimento.

Per comprendere come nasce un’azione esecutiva puoi leggere:

Recupero Crediti: Come Funziona e Come Difendersi

Quali Sono gli Errori Più Comuni?

Dall’analisi degli articoli emerge che i debitori commettono spesso gli stessi errori.

Ignorare la Notifica

Pensare che il problema si risolva da solo porta quasi sempre all’avvio dell’esecuzione.

Aspettare il Pignoramento

Molte soluzioni diventano più difficili una volta iniziata la procedura esecutiva.

Non Verificare la Regolarità del Precetto

Ogni atto notificato dovrebbe essere esaminato attentamente per verificare la correttezza della procedura e la presenza di eventuali profili di contestazione.

Rinunciare a Cercare un Accordo

Anche dopo la notifica del precetto è spesso possibile avviare una trattativa con il creditore.

Quando è Opportuno Agire?

La risposta è semplice:

immediatamente dopo la notifica.

Ogni giorno trascorso senza una strategia aumenta il rischio di:

  • pignoramento del conto corrente;
  • pignoramento dello stipendio;
  • pignoramento della pensione;
  • pignoramento di beni mobili;
  • pignoramento immobiliare.

Intervenire tempestivamente permette invece di valutare tutte le alternative disponibili.

Quanto Dura un Atto di Precetto?

Dopo aver ricevuto un atto di precetto, una delle domande più frequenti è:

“Quanto tempo è valido?”

La risposta è importante perché la legge stabilisce un limite temporale entro il quale il creditore deve iniziare l’esecuzione forzata.

Se ciò non avviene entro il termine previsto, il precetto perde efficacia e, per procedere, il creditore dovrà notificare un nuovo atto.

Questo, però, non significa che il debito venga cancellato: riguarda esclusivamente l’efficacia del precetto, non l’esistenza del credito.

Quando Perde Efficacia un Atto di Precetto?

Gli articoli del cluster affrontano diffusamente questo tema perché è tra i più ricercati dagli utenti.

Molti credono che, una volta scaduto il precetto, il creditore non possa più agire.

In realtà non è così.

Se il precetto perde efficacia, il creditore conserva comunque il proprio diritto di procedere, ma dovrà rispettare nuovamente gli adempimenti richiesti dalla legge prima di iniziare l’esecuzione.

Cosa Succede se il Precetto Scade?

La scadenza del precetto produce effetti soltanto sull’efficacia dell’atto notificato.

Non determina automaticamente:

  • la cancellazione del debito;
  • la rinuncia del creditore;
  • la prescrizione del credito.

Se il creditore intende proseguire, potrà normalmente notificare un nuovo precetto, purché il titolo esecutivo sia ancora valido.

Quanto Tempo è Valido un Atto di Precetto?

Un’altra ricerca molto frequente è:

“Per quanto tempo vale il precetto?”

La risposta coincide con la durata dell’efficacia prevista dalla normativa.

È importante distinguere tra:

  • validità del titolo esecutivo;
  • efficacia del precetto;
  • prescrizione del credito.

Sono tre concetti completamente diversi e spesso vengono confusi.

Atto di Precetto in Rinnovazione

Può accadere che il primo precetto perda efficacia prima che venga avviato il pignoramento.

In queste situazioni il creditore può notificare un nuovo precetto, utilizzando lo stesso titolo esecutivo, se ancora efficace.

Gli articoli caricati spiegano che questa procedura viene comunemente definita rinnovazione del precetto.

Quante Volte si Può Rinnovare un Precetto?

Molti utenti cercano una risposta precisa a questa domanda.

In realtà la possibilità di procedere con una nuova notifica dipende dalla permanenza dell’efficacia del titolo esecutivo e dagli altri requisiti previsti dalla legge.

Per questo motivo ogni situazione deve essere analizzata singolarmente.

Quando un Atto di Precetto è Nullo?

Un altro tema centrale del cluster riguarda la nullità del precetto.

Non tutti gli atti notificati sono necessariamente validi.

In presenza di determinati vizi possono emergere motivi di contestazione che richiedono un’attenta valutazione.

Per questo motivo è sempre consigliabile far esaminare la documentazione ricevuta prima di assumere qualsiasi decisione.

Nullità e Inefficacia Sono la Stessa Cosa?

No.

Sono due concetti completamente differenti.

La nullità riguarda eventuali irregolarità dell’atto.

L’inefficacia, invece, riguarda la perdita di efficacia del precetto per decorso del termine previsto dalla legge.

Confondere questi due aspetti può portare a valutazioni errate sulla propria posizione.

È Possibile Opporsi a un Atto di Precetto?

Sì, nei casi previsti dall’ordinamento è possibile proporre opposizione.

Tuttavia non tutti i precetti possono essere contestati per gli stessi motivi.

Occorre verificare attentamente:

  • il titolo esecutivo;
  • il contenuto del precetto;
  • la regolarità della notifica;
  • la presenza di eventuali vizi;
  • la situazione concreta del debitore.

Per questo motivo è fondamentale agire rapidamente.

Quanto Tempo Ho per Oppormi?

Gli articoli analizzati evidenziano come questa sia una delle ricerche più frequenti.

I termini per l’opposizione variano in base alla tipologia di contestazione e alla situazione concreta.

Per questo motivo è opportuno non attendere gli ultimi giorni.

Un intervento tempestivo consente di valutare tutte le possibili strategie difensive.

Come Bloccare un Atto di Precetto

Molti utenti utilizzano espressioni come:

  • come fermare un precetto;
  • come bloccare il precetto;
  • come evitare il pignoramento.

La risposta dipende sempre dal caso concreto.

Le possibili soluzioni possono comprendere:

  • pagamento;
  • accordo con il creditore;
  • saldo e stralcio;
  • opposizione, quando ne ricorrono i presupposti;
  • accesso agli strumenti previsti dal Codice della Crisi.

Per approfondire:

Saldo e Stralcio Debiti: Come Pagare Meno e Chiudere Definitivamente i Debiti

Si Può Rateizzare un Atto di Precetto?

Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di pagare il debito a rate.

Il precetto, di per sé, non attribuisce automaticamente un diritto alla rateizzazione.

Tuttavia nulla vieta alle parti di raggiungere un accordo.

Molti creditori preferiscono infatti ottenere un pagamento concordato piuttosto che affrontare tempi e costi dell’esecuzione forzata.

Revoca dell’Atto di Precetto

Gli articoli caricati affrontano anche il tema della revoca.

La revoca può intervenire, ad esempio, quando:

  • il debitore paga integralmente;
  • viene raggiunto un accordo;
  • il creditore decide di non procedere.

Naturalmente ogni situazione deve essere formalizzata correttamente per evitare future contestazioni.

Conviene Cercare un Accordo Dopo il Precetto?

Nella maggior parte dei casi sì.

La fase successiva alla notifica rappresenta spesso uno dei momenti migliori per avviare una trattativa.

Il creditore ha già sostenuto costi e attività preparatorie, ma non ha ancora iniziato l’esecuzione forzata.

Questo rende più probabile il raggiungimento di una soluzione negoziale.

E se il Debito è Diventato Insostenibile?

Quando la situazione economica non consente più di far fronte ai debiti, può essere opportuno valutare le procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

In presenza dei requisiti di legge, tali strumenti possono consentire la ristrutturazione dell’esposizione debitoria e, nei casi previsti, l’esdebitazione.

Per approfondire:

Sovraindebitamento: Come Cancellare i Debiti con il Codice della Crisi

Gli Errori da Evitare

Dall’analisi degli articoli emerge che molti debitori commettono gli stessi errori.

Pensare che il Precetto Scaduto Elimini il Debito

La perdita di efficacia del precetto non cancella il credito.

Aspettare Senza Fare Nulla

Il trascorrere del tempo può ridurre le possibilità di trovare una soluzione favorevole.

Confondere Nullità e Inefficacia

Sono istituti giuridici differenti e producono effetti diversi.

Rinunciare a Trattare con il Creditore

Molti accordi vengono raggiunti proprio dopo la notifica del precetto.

Non Verificare la Regolarità dell’Atto

Ogni documento notificato dovrebbe essere analizzato con attenzione.

Quando Conviene Rivolgersi a un Professionista?

È consigliabile richiedere una valutazione il prima possibile, soprattutto quando:

  • il precetto riguarda importi elevati;
  • sono presenti beni immobili;
  • si rischia il pignoramento dello stipendio o della pensione;
  • il debito deriva da un decreto ingiuntivo;
  • si ritiene che il precetto presenti irregolarità.

Una valutazione tempestiva permette di individuare la strategia più adatta prima che venga avviata l’esecuzione forzata.

Cosa Possono Pignorare Dopo un Atto di Precetto?

Se il debitore non paga e non viene raggiunto alcun accordo, il creditore può avviare la procedura esecutiva.

L’atto di precetto rappresenta infatti l’ultimo passaggio prima del pignoramento.

I beni che possono essere aggrediti dipendono dalla situazione patrimoniale del debitore e dalla tipologia di credito.

Tra i casi più frequenti troviamo:

  • conto corrente;
  • stipendio;
  • pensione;
  • TFR;
  • crediti verso terzi;
  • beni mobili;
  • autoveicoli;
  • immobili.

Le modalità di esecuzione cambiano in base al bene interessato e alle norme applicabili.

Per approfondire tutte le procedure esecutive puoi consultare la nostra guida completa:

Come Fermare un Pignoramento: Guida Completa su Conto Corrente, Stipendio, Pensione e TFR

Atto di Precetto e Pignoramento del Conto Corrente

Uno dei timori più diffusi riguarda il blocco del conto corrente.

Dopo il precetto, se non interviene il pagamento o un’altra soluzione, il creditore può avviare il pignoramento presso terzi secondo le modalità previste dalla legge.

È importante sapere che non tutti i conti correnti sono uguali e che la disciplina varia in base alla natura delle somme presenti sul conto.

Per questo motivo è sempre opportuno valutare la situazione concreta prima di assumere qualsiasi decisione.

Pignoramento dello Stipendio

Anche lo stipendio può essere oggetto di esecuzione forzata.

La legge prevede però specifici limiti e modalità di pignoramento che variano in base al tipo di credito e alla posizione del debitore.

Comprendere tali limiti consente di evitare convinzioni errate e di valutare correttamente le possibili strategie.

Pignoramento della Pensione

La pensione gode di particolari forme di tutela previste dalla normativa.

Anche in questo caso occorre distinguere tra:

  • pensione accreditata sul conto corrente;
  • pensione non ancora accreditata;
  • tipologia del credito.

Ogni situazione deve essere analizzata singolarmente.

Pignoramento del TFR

Il trattamento di fine rapporto può essere interessato dall’esecuzione forzata nei casi previsti dalla legge.

Molti utenti scoprono questa possibilità solo dopo aver ricevuto il precetto.

Per questo motivo è importante conoscere in anticipo le conseguenze delle procedure esecutive.

Pignoramento degli Immobili

Se il debitore possiede immobili, il creditore può valutare anche questa forma di esecuzione.

Naturalmente la procedura è molto più complessa rispetto al pignoramento presso terzi e richiede tempi generalmente più lunghi.

In presenza di immobili è ancora più importante intervenire tempestivamente per cercare una soluzione alternativa.

Pignoramento dei Beni Mobili

Anche beni mobili, autoveicoli e altre utilità patrimoniali possono essere interessati dall’esecuzione.

L’effettiva convenienza dell’azione dipende dal valore dei beni e dalla possibilità concreta di soddisfare il credito.

Cosa Succede se Non Pago il Precetto?

Questa è probabilmente la domanda più frequente dell’intero cluster.

Se il debitore non paga, non si oppone e non raggiunge un accordo con il creditore, quest’ultimo può procedere con l’esecuzione forzata.

Le conseguenze possono comprendere:

  • pignoramento del conto corrente;
  • pignoramento dello stipendio;
  • pignoramento della pensione;
  • pignoramento di beni mobili;
  • pignoramento immobiliare;
  • aumento delle spese legali;
  • incremento degli interessi;
  • ulteriori costi della procedura esecutiva.

Per questo motivo è generalmente sconsigliabile ignorare il precetto.

Si Può Ancora Trattare Dopo il Precetto?

Assolutamente sì.

Uno degli aspetti emersi con maggiore frequenza dagli articoli caricati è che molti accordi vengono raggiunti proprio dopo la notifica del precetto.

Il creditore, infatti, potrebbe preferire:

  • un pagamento immediato;
  • un saldo e stralcio;
  • un piano di rientro;
  • un accordo transattivo.

Per approfondire tutte le tecniche di negoziazione:

Saldo e Stralcio Debiti: Come Pagare Meno e Chiudere Definitivamente i Debiti

Quando il Debito Non È Più Sostenibile

Esistono situazioni in cui il problema non riguarda un solo creditore ma numerosi debiti accumulati nel tempo.

In questi casi è opportuno valutare le procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che possono consentire una ristrutturazione della posizione debitoria e, nei casi previsti dalla legge, l’esdebitazione.

Per approfondire:

Sovraindebitamento: Come Cancellare i Debiti con il Codice della Crisi

Il Precetto Arriva Sempre Dopo il Recupero Crediti?

Nella maggior parte dei casi sì.

Generalmente il percorso è il seguente:

  1. Solleciti di pagamento.
  2. Diffida o messa in mora.
  3. Attività di recupero crediti.
  4. Titolo esecutivo.
  5. Atto di precetto.
  6. Pignoramento.

Conoscere ogni fase permette di intervenire molto prima che il patrimonio venga aggredito.

Per approfondire:

Recupero Crediti: Come Funziona e Come Difendersi

Domande Frequenti (FAQ)

Cos’è un atto di precetto?

È l’intimazione formale con cui il creditore invita il debitore a pagare sulla base di un titolo esecutivo, avvertendolo che, in caso contrario, potrà iniziare l’esecuzione forzata.

Dopo quanto tempo dal precetto arriva il pignoramento?

Dipende dal rispetto dei termini previsti dalla legge e dalle scelte del creditore. Il pignoramento non è automatico, ma il precetto rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’esecuzione.

Si può evitare il pignoramento?

In molti casi sì. È possibile valutare il pagamento, un accordo transattivo, un saldo e stralcio, la rateizzazione o, se ne ricorrono i presupposti, un’opposizione o le procedure previste dal Codice della Crisi.

L’atto di precetto può essere annullato?

In presenza di specifici vizi o irregolarità possono esistere motivi di contestazione. Ogni situazione deve essere esaminata singolarmente.

Se il precetto scade il debito viene cancellato?

No. La perdita di efficacia del precetto non elimina il credito.Posso pagare a rate dopo aver ricevuto il precetto?

La legge non prevede un diritto automatico alla rateizzazione, ma il debitore e il creditore possono raggiungere un accordo.

Posso fare un saldo e stralcio dopo il precetto?

Sì. Anzi, questa è spesso una delle fasi in cui la trattativa può risultare più efficace.

Posso oppormi all’atto di precetto?

Sì, nei casi previsti dalla legge e nei termini applicabili. È importante agire rapidamente per non perdere eventuali possibilità di tutela.

Gli Errori Più Comuni

L’analisi degli articoli caricati evidenzia alcuni comportamenti ricorrenti che possono aggravare la posizione del debitore.

Ignorare la Notifica

Il precetto non dovrebbe mai essere trascurato. Attendere senza intervenire aumenta il rischio che venga avviata l’esecuzione forzata.

Pensare che il Pignoramento sia Immediato

Tra la notifica del precetto e l’esecuzione esistono regole e termini ben precisi. Questo intervallo può essere utilizzato per valutare le possibili soluzioni.

Aspettare Troppo per Cercare un Accordo

Molti creditori sono disponibili a trattare prima dell’avvio del pignoramento. Rimandare la negoziazione significa spesso perdere un’importante opportunità.

Non Verificare la Regolarità dell’Atto

Ogni precetto dovrebbe essere analizzato attentamente per verificare eventuali irregolarità o motivi di contestazione.

Pensare che Tutti i Debiti Seguano le Stesse Regole

Le procedure possono cambiare a seconda del tipo di credito (bancario, finanziario, fiscale o commerciale) e del titolo esecutivo su cui si fonda il precetto.

Approfondimenti Consigliati

Per comprendere l’intero percorso che può portare all’esecuzione forzata, ti consigliamo di leggere anche:

Conclusioni

Ricevere un atto di precetto non significa che il pignoramento sia inevitabile, ma rappresenta un segnale che il creditore è pronto ad avviare l’esecuzione forzata.

Proprio per questo motivo è fondamentale non ignorare la notifica e valutare immediatamente le possibili alternative: verificare la regolarità dell’atto, avviare una trattativa, negoziare un saldo e stralcio, concordare un piano di rientro oppure, se ricorrono i presupposti, accedere agli strumenti previsti dal Codice della Crisi.

Intervenire tempestivamente consente spesso di limitare costi, interessi e conseguenze patrimoniali, preservando il maggior numero possibile di opzioni.

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Immagine di Giuseppe Monardo

Giuseppe Monardo

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